Che avesse ragione Michele Serra?

Una Domenica pomeriggio televisiva a dir poco scandalosa.

Dopo aver ascoltato, durante la quarta serata di Sanremo, la lettera indirizzata al Festival da Michele Serra e recitata magistralmente da Remo Girone, rimango basito di fronte alle reiterate discussioni sterili che a partire dalle 14 di oggi pomeriggio si sono susseguite sulla rete ammiraglia della Rai e non solo.

Vittorio Sgarbi ad accusare Benigni di essere un comunista pagato per parlare liberamente e catalizzare l’attenzione sui partiti di sinistra, la Parietti a far da portavoce (non richiesta) ad Albano sul fatto di aver dichiarato durante un intervista a Vanity Fair di preferire un figlio eterosessuale ad uno omosessuale, di nuovo contro Benigni la cantante Iva Zanicchi (forse l’unica da giustificare) penalizzata durante il concorso dalle parole del comico pronunciate poco prima della sua esibizione. Nel frattempo su Raidue si ironizzava sullo stesso argomento con una parodia della stessa Iva che dichiarava di aver scritto una canzone dal titolo originale “Ti voglio senza mutande“, poi cambiata in “Ti voglio senza pagare” ed infine approdata a Sanremo con il titolo più soft “Ti voglio senza amore“.

Offese e battibecchi su Canale5 durante la puntata pomeridiana di  Amici di Maria De Filippi tra il maestro Jurman e la professoressa Grazia De Michele la quale sottolineava al mentore di Marco Carta il fatto di non essere stato lui a fargli vincere il Festival della canzone itlaiana.

Il pomeriggio prosegue poi con Emilio Fede che pur dichiarando all’interlocutrice Monica Setta, presentatrice dello spazio successivo a quello di Massimo Giletti, la sua stima nei confronti di Benigni, sottolinea nuovamente la poca pertinenza dell’intervento del toscanaccio durante la prima serata del Festival.

Paolo Bonolis pagato troppo, la protezione della De Filippi nei confronti di Marco Carta e il televoto “a rischio doping” fanno galoppare le lingue degli ospiti che si urlano a vicenda verità opinabili. 

Infine arriva Pippo Baudo che si riappropria del palco dell’Ariston  inserendo ad ogni interruzione pubblicitaria lo stacchetto storico  che in molti pensavamo di poter finalmente dimenticare “perchè Sanremo è Sanremo“.

Le polemiche fin qui descritte sono solo alcune di quelle che mi è capitato di seguire oggi pomeriggio.

Con le parole non sono in grado di far capire a voi che leggete la confusione e l’inutilità degli scontri verbali che ci sono stati minuto dopo minuto e ora dopo ora. 

Scrivo però per sottolineare che la “merda” di cui parlava Michele Serra nella sua lettera forse era proprio quella che oggi ci hanno proposto trasversalmente su tutti i canali televisivi e ad ogni orario della giornata.

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~ di 10piegamenti su 22 febbraio 2009.

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