L’arcigay risponde alle mail e si pronuncia contro Porta a porta

arcigayLa puntata di Porta a Porta andata in onda Martedì 17 Marzo 2009 ha lasciato me e molti miei conoscenti e amici a dir poco sbalorditi.

Il tema trattato, o meglio, la domanda che il programma si poneva era: Si può guarire dall’omosessualità?

L’ho seguita fino in fondo provando minuto dopo minuto un disgusto crescente che mi ha spinto il giorno seguente a scrivere una mail all’Arcigay (Associazione lesbica e gay italiana) manifestando il mio disappunto per i temi trattati e per le argomentazioni esposte dall’ospite in studio, il Dott. Franco Grillini che, a mio parere, era troppo solo per riuscire a controbattere con decisione agli ospiti che inveivano incivilmente contreo il mondo omosessuale.

Non credevo che l’Arcigay mi rispondesse e invece, con mia grande sorpresa, questa mattina, aprendo la casella di posta elettronica, ho trovato una bella mail che mi spiegava quanto il mio disappunto fosse anche il loro. La mail aveva anche un link che riportava ad un comunicato stampa di ieri riguardante proprio gli stessi argomenti da me criticati.

Con il loro permesso ho deciso di pubblicare qui di seguito il comunicato che ho letto, continuando a sperare che la situazione italiana possa presto cambiare. Approfitto anche per ringraziare pubblicamente l’Arcigay che tanto si adopera in questo senso e che rispondendo al mio disappunto mi ha fatto sentire, perlomeno, ascoltato.

Viva la Danimarca, abbasso Porta a Porta!

gay-adoptionMentre la Danimarca, ancora una volta, approva una legge che amplia i diritti per le coppie omosessuali, rendendo possibile l’adozione, in Italia dobbiamo subire un attacco mediatico senza precedenti.

Ieri sera è andata in onda una puntata di Porta a Porta vergognosa, dove la realtà sociale è stata distorta ad arte e la dignità di milioni di persone è stata ancora una volta offesa dai diversi ospiti in studio. Tutta la trasmissione era costruita per dimostrare che i gay e le lesbiche sono “malati”, “disturbati”, mescolando il registro scientifico con quello dello spettacolo e generando così confusione e pregiudizio nei telespettatori.

Franco Grillini
ha fatto quel che ha potuto, lasciato quasi solo a spiegare che anche in questo paese è necessaria una legge sul riconoscimento delle coppie omosessuali. Neppure i due attori Claudia Gerini e Luca Argentero, protagonisti del film in uscita “Diverso da chi?” , hanno potuto dire la loro con serenità, continuamente interrotti dagli esponenti della destra e da un Povia assurto ormai ad esperto scientifico sul tema.

Ci dispiace, infine, che Barbara Pollastrini, pur tenendo il punto e cercando di far ragionare gli interlocutori, abbia negato che in Parlamento vi siano depositate proposte di legge sul matrimonio gay. Paola Concia, parlamentare del suo stesso gruppo, ha presentato da tempo la proposta di modifica del codice civile proprio per allargare il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso.

Per fortuna siamo in Europa, dove, al di là dei governi che si alternano, prosegue la marcia per il riconoscimento pieno di tutti i diritti e doveri alle persone LGBT. L’Italia invece è sprofondata nel pieno oscurantismo clerical-reazionario, che ci vorrebbe tutti affidati ai mediconi cattolici che intendono “ripararci”.

Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay

~ di 10piegamenti su 19 marzo 2009.

5 Risposte to “L’arcigay risponde alle mail e si pronuncia contro Porta a porta”

  1. Guarda che non ha risposto a te, semplicemente ti hanno inserito nell’indirizzario dell’Arcigay. Lo ricevuta anch’io ed alcuni amici miei.
    Sandro

  2. completamente d’accordo. io studio psicologia e sono rimasta basita dalle stupidaggini degli esponenti di destra e da un povia oltremodo maleducato che si è permesso di dire all’esperto che si sbagliava!!!!con che faccia….ma povia è l’espressione di un’italietta che parla senza dati alla mano e senza cognizione di causa… buoni solo ad interrompere gli altri, senza però fornire spiegazioni plausibili…. che schifo….
    io, nonostante non sia dei vostri, sono andata alla parata dell’arcigay quando ho potuto , per dire sì alla libertà di essere chi si è.(lo dico perchè poi sembra che solo chi è LGBT la pensa così ,invece NO !!)

  3. …DI VESPA SAPPIAMO GIA,….QUEL CHE E’ ATROCE, A MIO MODESTO MODO DI VEDERE LE COSE, E’ CHE ORMAI NEL CIRCO MEDIATICO CI SIA GENTE COME POVIA CHE FACCIA L’ESPERTO DI COSA POI NON SI SA !!!!

  4. @Sandro

    Mi dispiace ma devo smentirti dicendo che, per quanto il testo della mail che ho ricevuto fosse, probabilmente, standard, ho avuto modo di leggere anche risposte personali alle mie personali domande. Non ho riportato il testo della mail inviata ne di quella ricevuta e a meno che tu non abbia accesso alla mia casella di posta elettronica non credo tu possa sapere quello che mi è stato scritto. Di nuovo un grazie all’ufficio stampa di Arcigay.

  5. Estimado Ce9sar, permedteme disentir ctgiono. No sf3lo creo que la homosexualidad no es una enfermedad sino que tampoco es un producto social en su totalidad. Las personas nacen con diferentes tendencias. Una de ellas es la homosexualidad. Segfan la e9poca en que se viva, e9sta podre1 esconder su situacif3n, taparla o incluso a veces, ni siquiera enterarse de su condicif3n por considerar equivocadamente que se trata de una aberracif3n, o por el contrario, “salir del armario” sintie9ndose libre y apoyada aunque sea por un sector minoritario que le explica que es normal como todos, con una inclinacif3n distinta a la de las mayoredas pero que no perjudica ni involucra a quien no lo quiere estar. Esto es lo que ocurre actualmente.Este1 comprobado me9dica y psicolf3gicamente que los adolescentes (no todos) suelen atravesar una etapa de confusif3n sexual hasta que se les aclaran las ideas. Existen casos en que su tendencia es firme y conocida por ellos mismos desde me1s pequef1os. Por supuesto que tambie9n ocurre a veces, como tfa bien lo manifiestas, que personas sin aquella tendencia fisiolf3gica caen en la pre1ctica arrastrados por el ambiente social y combinando otros factores, como la inseguridad personal, necesidad de amistad o aceptacif3n en un grupo, vacedo familiar, etc., encontrando aceptacif3n en una pre1ctica que no del todo les corresponde.Una vez me1s, de lo que aqued se trata es de no aceptar al otro cuando es “distinto” a nosotros y en los casos en que eso “distinto” rompe nuestros propios principios de como vemos las cosas pero no podemos entender que no rompen los principios de quien vive cf3modamente aquella situacif3n. Es el gran tema de la INTOLERANCIA que nos incita a pensar y creer que todas las mentes en el mundo debieran pensar como nosotros y que las mayoredas siempre tienen razf3n y no advertimos que no necesariamente debe ser correcta una u otra de las posturas, sino que ambas son adecuadas como existentes en nuestra naturaleza no debiendo hacernos otro planteo que el del bienestar y felicidad de cada uno que no perjudique a los deme1s.Un saludo.Rudy

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