Il party magrebino

Nelle nuove tendenze del ricevere, le feste a tema sono spesso utilizzate come intrattenimento scenografico dove l’intelligenza della formula organizzativa, che coniuga praticità e libertà creativa, lascia massima espressione ad atmosfere originali e coinvolgenti, dove la fantasia e il sogno si esprimono in scenografie di grande impatto emozionale. Una festa riuscita presuppone che chi vi partecipa venga avvolto da un turbine di sensazioni che lasciano un piacevole segno tangibile.

ALLESTIMENTI

L’arte del ricevere è un po’ come mettere in scena un’opera teatrale, occorre un’ispirazione iniziale, la progettazione della rappresentazione con tutti i dettagli tecnici, estetici, pratici e logistici in sintonia con l’atmosfera che vogliamo esprimere.
Nell’organizzare un party magrebino, il nostro lavoro all’inizio consisterà nel progettare e realizzare la coreografia, le sensazioni organismiche, profumi, luci, colori, decorazioni, musiche, facendo in modo che gli ospiti immediatamente al loro arrivo percepiscano con tutti i loro sensi quello che sarà lo spirito della serata e quali emozioni saranno trasmesse.
Nel caso specifico si possono spargere negli ambienti destinati all’accoglienza profumiaromi, il profumo ha un elevato potere evocativo capace di suscitare emozioni intense e l’olfatto è il primo organo di senso a essere stimolato. Oli essenziali leggeri ma intensi, delicate candele profumate e sensuali incensi orientali, un po’ speziati. In questo tipo di festaprofumi avranno un ruolo importante nel coinvolgimento degli ospiti.
Parlando di una festa in stile magrebino noi proponiamo un servizio a buffet per rendere dinamica e informale la serata, ma sempre resta fondamentale ottimizzare gli spazi per agevolare il fluire degli ospiti, allestire quindi un certo numero di posti a sedere ed alcuni spazi d’appoggio per piatti e bicchieri.

RICEVIMENTO
Gli ospiti si potranno accomodare a terra sui tappeti già durante la cena, anche se verrà disposta un’area di tavoli e sedie per incontrare le esigenze di tutti i presenti. L’ospite è sacro, quindi non si può imporre una modalità di servizio, per quanto originale possa essere; siamo sì in un’epoca di multiculturalismo, che si esprime anche a tavola, ma questo non va confuso con un voler cambiare le abitudini dei convitati o crear loro dei disagi. Lacucina marocchina è rinomata in tutto il mondo, è l’espressione di una civiltà e di una cultura che nel corso dei secoli, plasmata dall’apporto di vari popoli, riflette un’arte di vivere e un senso dell’ospitalità che non temono confronti.
I grandi classici della cucina marocchina sono il couscous, la tajine e lapastilla. La tajine è anche il nome del piatto di terracotta con il coperchio conico che si usa per cucinare la pietanza. Ne esistono numerose ricette secondo le regioni e i gusti personali. Generalmente a base di carnepesce la si condisce con coriandolo, cumino, paprika, zenzero, zafferano, cannella, mielesucco di limone.
A fine pasto vengono proposti frutta fresca e deliziosi dessert, come appunto la pastilla al latte il cui fascino è esaltato da un servizio attento e pieno di grazia che si esprime nel gesto di versare il latte sulla pastilla facendolo colare leggermente dall’alto.
Le bevande tradizionali, oltre al notissimo tè alla menta – preparato con tè verde, zuccheromenta fresca – comprendono gustosi succhi di frutta (arancia, limone, melograno, anguria, uva) e bevande a base di latte di mandorle.
Generalmente si organizza il servizio del lavaggio delle mani utilizzando gli acquamanile: grandi coppe messe a disposizione dell’ospite.
Il menu di un party magrebino che ho organizzato di recente prevedeva: “brick” ai gamberoni e “briouat” di carne kefta (un tipo di involtini in pasta croccante ripieni di carne, frutta secca e spezie) per antipasto; “couscous” a seguire: la semola, cotta a vapore e bagnata nel burro, viene disposta a piramide sul piatto mentre la carne, in questo caso di pollo, e le verdure di sette tipi, come vuole la tradizione (melanzane, patate, carote, cavolo, pomodori, zucche e fave), sono disposte sopra la semola; “tajine” di pesce(orata per l’occasione) con uvetta, pepe nero, cannella, cumino, cipollina, peperoncino il tutto sapientemente dosato per dar vita a una sinfonia; “tajine” di agnello con albicocche e mandorle; spiedini di carne di manzo tritata; per finire: sigari dolci alle mandorle e miele, datteri farciti alle mandorle, fichi marinati nelle spezie dolci e naturalmente la famosa “pastilla” al latte.

INTRATTENIMENTO
L’ospite di queste occasioni generalmente viene invitato a indossare i kaftani (se ne possiede) o a sbizzarrirsi interpretando la rievocazione di atmosfere del Magreb. E così spesso si può essere testimoni dell’espressione di un giocoso e piacevole narcisismo che si sente felicemente autorizzato a esibirsi. Certamente non mancherà la musica, possibilmente dal vivo, ai musicisti verrà riservata una zona arredata con tappeti d’orientelanterne di ferro battuto dalle quali traspare la danza di luce prodotta dalle candelecuscini multicolori e di varia grandezza, coppe di terracotta contenenti datteri, pistacchi e mandorle, il tutto perimetrato da alcuni bracieri dove arde vivo fuoco scoppiettante profumato di incenso.
Raramente mancherà la zona dedicata al Narghilé, voluta più per l’impatto estetico e scenografico che non per la funzione pratica, seppure la curiosità di provare a fumarlo è piuttosto contagiosa!
Interventi di una raffinata e sensuale danzatrice del ventre impreziosiscono lo scorrere del tempo, mentre i fotografi e operatori video si aggirano, quasi non visti, tra gli ospiti e catturano immagini veramente spontanee, sì, perché non sono queste occasioni in cui si richiedono foto in posa.
Senza voler essere troppo rigorosi, non mancherà a disposizione degli ospitidell’ottimo champagne, del resto queste serate da me organizzate sono state definite, da chi le ha vissute, “serate per epicurei”!

(di: di Raffaella Ruschena – tratto dalla Guida FAREFESTA n.2 – anno 2008)

~ di 10piegamenti su 31 marzo 2010.

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